Mario Filippeschi

Picture of Mario Filippeschi with Callas, Serafin, Rossi-Lemeni and Del Monaco
Mario Filippeschi with Callas, Serafin, Rossi-Lemeni and Del Monaco

Picture of Mario Filippeschi in 1939
Mario Filippeschi in 1939

Mario Filippeschi sings Il trovatore: Di quella pira 1

Mario Filippeschi sings Il trovatore: Di quella pira 2
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Mario Filippeschi sings Aida: Celeste Aida
Rio, 1951
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Mario Filippeschi sings Aida: Tu! Amonasro!, with Caterina Mancini and Rolando Panerai
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Mario Filippeschi sings Turandot: Nessun dorma
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Mario Filippeschi singsGuillaume Tell: O muto asil ... Corriam, voliam
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I would like to thank Andrea Orsini for the recording (Aida: Celeste Aida).
I would like to thank Thomas Silverbörg for the recording (Guglielmo Tell).
I would like to thank Daniele Godor for the recording (Aida: Nile scene) and pictures (top 6 and 7).

Biography

The following – fantastic – biography could be saved from the defunct website www.mariofilippeschi.com. Another fine Filippeschi biography, in English, can be found on Opera Vivrà.

1907 Nasce il 7 giugno in via dei Fossi (dal 7 giugno 1981 via Mario Filippeschi) a Montefoscoli, una piccola frazione del comune di Palaia, in provincia di Pisa. È il quarto figlio di Silvestro Filippeschi e Palmira Umiliana Benvenuti. Il padre è fattore presso un'azienda agricola del luogo, la madre si occupa della casa e della famiglia. L'infanzia trascorre nella tranquillità della campagna toscana sulle colline che separano le estreme propaggini del Chianti dalla costa tirrenica.

1913 La musica non occupa certo un posto primario nella vita della famiglia Filippeschi: nonostante l'opera in quel periodo sia ancora lo spettacolo più popolare in senso assoluto, Montefoscoli è u paese troppo piccolo e fuori mano per essere frequentato da compagnie liriche anche di second'ordine. L'unico contatto di Mario con il canto è limitato al coro della chiesa che, in occasione delle feste, accompagna le funzioni religiose.

1922 Silvestro Filippeschi muore improvvisamente. Tocca al figlio maggiore, Ruggero, ereditare il lavoro del padre e la responsabilità nella conduzione della famiglia. Talvolta, la sera, i due fratelli si divertono ad allietare le veglie sull'aia a suon di stornelli.

1924–1926 Il destino comincia a giocare un ruolo importante nella vita di Mario Filippeschi. "Avevo diciassette anni - raccontava - e una notte sognai mio padre, morto un anno e mezzo prima. Mi raccomandò di continuare ad essere un bravo ragazzo che poi avrei fatto fortuna con la musica. Cercai, sempre in sogno, di farmi dire in quale maniera ma, ahimè, la visione era ormai svanita. Il sogno mi rimase ben impresso nella memoria e qualche tempo dopo cominciai a studiare il clarinetto". "Tenni duro per quasi due anni benché l'esito dello studio mi apparisse tutt'altro che felice e malgrado non riuscissi a spiegarmi come mai avrei potuto far fortuna con quel rotondo affare di legno. Avevo conosciuto dei professori dello strumento, degli eminenti clarinettisti, ma sinceramente non mi sembrava che essi, pur essendo professionalmente degli 'arrivati', sguazzassero nell'agio. Qualcuno, anzi, andava in giro con i pantaloni rattoppati. Nonostante non volessi essere irriverente nei confronti della memoria di mio padre, cominciai ad avere delle forti perplessità..."

1927 Parte per il servizio militare che svolge nell'Arma dei Carabinieri: prima a Monza, poi a Lanzo d'Intelvi, vicino a Campione d'Italia, al confine con la Svizzera. la leva dura tre ani. talvolta in caserma si esibisce per i commilitoni cantando stornelli toscani, incoraggiato dai superiori. Le circostanze lo convincono a considerare la propria voce, più che il clarinetto, l'unico mezzo per tentare di "far fortuna con la musica".

1932–1936 Dopo il congedo ritorna a Monza, ospite di una famiglia amica. Trova un impiego in ufficio presso la locale azienda tranviaria. Un giorno, leggendo il giornale, Filippeschi si imbatte in un annuncio economico che fa proprio al caso suo: "A Milano maestro insegna canto e prepara giovani cantanti lirici al debutto". Si tratta di Vicidomini, un napoletano che aveva studiato didattica del canto, il quale, dopo un'audizione, gli offre una serie di lezioni gratuite. Per cinque lunghi anni cura esclusivamente l'impostazione della voce attraverso esercizi e vocalizzi, senza mai imparare uno spartito completo. Particolare attenzione viene dedicata allo sviluppo degli acuti che, già per natura, sono facili e lucenti. Improvvisamente Vicidomini, rimasto senza allievi per la sua mania di perfezionismo, decide di abbandonare Milano per trasferirsi a Roma, dove in Vaticano riceverà l'incarico di insegnare canto alle guardie svizzere. Filippeschi si rivolge allora al maestro Pessina, pregandolo di insegnargli degli spartiti in vista di un possibile debutto in teatro.

1937 Alcuni coristi del Teatro alla Scala, avendolo ascoltato, lo segnalano ad un impresario che sta organizzando una stagione lirica estiva in Emilia e in altre regioni italiane. Filippeschi viene scritturato per il ruolo di Edgardo nella Lucia di Lammermoor. Il 19 luglio debutta a Colorno, vicino Parma, nell'opera Doninzetti; il giorno seguente canta il Duca di Mantova nel Rigoletto. Il successo è così lusinghiero che l'impresario decide di cancellare dal cartellone la programmata Gioconda e di continuare ad alternare i titoli in cui è impegnato il tenore toscano. Il giro prosegue con ottimi risultati: il 24 luglio Rigoletto viene replicato sulla piazza principale di Busseto, Gilda è Lina Pagliughi. In ottobre, sempre nel ruolo del Duca di Mantova, che è già diventato un suo cavallo di battaglia (e tale rimarrà fino al termine della carriera), Filippeschi è a Reggio Emilia e Modena. Al suo fianco altri cantanti toscani: Gino Becchi, il soprano Dina Mannucci, il basso Ferroni. A pochi mesi dal debutto in palcoscenico, approda in due teatri del Sud Italia: il Massimo di Palermo e il Petruzzelli di Bari. In entrambi ripete Rigoletto e Lucia, aggiungendo in repertorio il personaggio di Pinkerton in Madama Butterfly nella città siciliana.

Mario Filippeschi's first Duca in Rigoletto 1937

1938 Dopo Bari l'anno prosegue in maniera felicissima con il lusinghiero successo colto in Rigoletto al Regio di Parma dove l'esame dell'allora temutissimo loggione viene superato a pieni voti. Quindi una al Lucia al Sociale di Como al fianco della mitica Toti, Rigoletto al Verdi di Firenze (ancora con la Mannucci e Becchi) e di nuovo Lucia a Padova con la diva spagnola Mercedes Capsir. In maggio Filippeschi inserisce in repertorio un personaggio che gli porterà particolare fortuna nel prosieguo della carriera: si tratta di Rodolfo nella Bohème, esibito per la prima volta al Teatro Greco di Lecce insieme a Mafalda Favero, Mimì. I compaesani di Montefoscoli lo applaudono in un concerto sulla piazza principale del paese dove, in compagnia del soprano Alina Galeotti e di Bechi, si esibisce su un palcoscenico di fortuna costruito appoggiando le assi di legno sulle botti per il vino. Dopo il concerto gli artisti vengono ricevuti nella villa di Ruggero Leoncavallo. Durante l'estate canta Rigoletto a Noto, in provincia di Salerno. Il protagonista è Mario Basiola senior, nel ruolo di Gilda il soprano Fernanda Basile - un "autentico fenomeno vocale", la definirà Lauri-Volpi - la quale, però, non manterrà in seguito le promesse fin qui annunciate. In settembre, al Teatro Moderno di Lucca, ancora un nuovo ruolo per Filippeschi: Alfredo nella Traviata. A ottobre Rigoletto nella 'sua' Pisa e quindi, in autunno inoltrato, la prima tournée all'estero, in Olanda, per la tradizionale stagione di opera italiana organizzata dal direttore d'orchestra Edmondo De Vecchi. In dicembre il Regio di Parma lo accoglie di nuovo per Bohème e Butterfly.

1939 In febbraio canta al Verdi di Trieste la Butterfly con Licia Albanese e debutta al Bellini di Catania nel ruolo di Faust nel Mefistofele. Insieme a Carlo Galeffi si esibisce in aprile a Bolzano nel Rigoletto. Per l'E.I.A.R. di Torino, in giugno, canta la Vedova scaltra di Wolf-Ferrari. È il primo impegno nell'ambito del repertorio operistico contemporaneo che sarà frequentato soprattutto nei primi anni di attività. In luglio si esibisce con grande successo a Bologna, al teatro costruito in piazza Baraccano, in Bohème (con la Favero) e Rigoletto (con la Pagliughi e Galeffi). Conclusa l'estate e gli impegni nelle arene all'aperto, in settembre è a Cerignola, in provincia di Foggia, per Traviata e Rigoletto (dove incontra un giovane basso nativo di Torrita di Siena dalla voce semplicemente straordinaria: Giulio Neri). In dicembre è di nuovo al Petruzzelli di Bari con Rigoletto.

1940 Due nuovi debutti caratterizzano l'inizio dell'anno. In gennaio, al Chiabrera di Savona, canta per la prima volta il ruolo di Maurizio di Sassonia nell'Adriana Lecouvrer e quindi, in febbraio, al Monteverdi di La Spezia, Cavaradossi nella Tosca. Sono questi i primi due ruoli lirico-spinti inseriti da Filippeschi nel proprio repertorio: resisteranno saggiamente gli unici fino alla stagione '45-'46, quando debutterà sia in Cavalleria rusticana che Aida. In febbraio una trasferta a Bucarest per Bohème e, a seguire, in marzo una nuova tournée in Olanda e in aprile il debutto al San Carlo di Napoli con il prediletto Rigoletto. Filippeschi si reca per la prima volta in Spagna tra la fine di maggio e l'inizio di giugno e qui viene sorpreso dall'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale che sta già divampando in tutta Europa. Con altri colleghi ripara prima a Burjasot, nei pressi di Valencia, in casa di Giacomo Lauri-Volpi, e poi rientra in patria con un avventuroso viaggio attraverso la Francia. È proprio in questa occasione che i due tenori ebbero l'opportunità di conoscersi in maniera più approfondita. Per tutta la vita Lauri-Volpi nutrirà per Filippeschi un'odio-amore piuttosto singolare. Nella prima edizione delle Voci parallele, infatti, egli si mostrerà piuttosto severo nei confronti del giovane collega. Modificherà poi la propria opinione in una successiva edizione e, soprattutto, in una cartolina spedita allo stesso Filippeschi: "Burjasot, 23 dicembre 1978 - Avenida Lauri-Volpi, 5. Ricordando la splendida voce che udii qui a Valencia nel 'Rigoletto' e nei 'Pescatori di perle'. Nessuna voce delle esistenti può reggere al confronto. Oggi, Lei sarebbe il Re dei tenori. Procuri di star bene e ricordi questo sincero ammiratore che si nomina G. Lauri-Volpi, ottantaquattrenne".

1941 In marzo appare al Verdi di Trieste nel ruolo di Rinuccio nel Gianni Schicchi, opera che ripeterà una sola volta nella sua carriera: al Colón di Buenos Aires nel giugno del '50, accanto al vecchio Galeffi. Ritorna in Spagna nei mesi di aprile e maggio debuttando due nuovi ruoli particolarmente graditi al pubblico iberico: Fernando nella Favorita e Nadir nei Pescatori di perle. In ottobre compare per la prima volta al Teatro Reale dell'Opera di Roma, che sarà negli anni successivi tra i più frequentati in senso assoluto, in due recite di Traviata con Maria Caniglia e Biasola. In dicembre canta nello stesso teatro Il candeliere di Ezio Carabella con Margherita Carosio e Tito Gobbi, il direttore è Oliviero De Fabritiis.

1942 Nel giro di due mesi compare all'Opera di Roma in altre tre opere di grande repertorio: Butterfly (alla presenza dell'Imperatore del Giappone, Hiro Hito), Lucia e Tosca. All'inizio di marzo canta due recite di Bohème al Monteverdi di La Spezia che saranno fra le più importanti della sua vita. Fra una rappresentazione e l'altra, infatti, un amico lo porta in giro per la città: fra le tappe di quella passeggiata c'è la pellicceria di Giovanni Pucci. Ed è qui che Mario Filippeschi incontra Anna, la giovanissima figlia del proprietario e di Rosa Gattai. Dopo una conoscenza superficiale, i due si ritrovano per caso qualche giorno più tardi alla stazione di Genova, sul treno che li porta verso Milano. Nella grande metropoli si frequentano con assiduità e decidono di fidanzarsi nei giorni che intercorrono tra due lunghe, avventurose tournée di Mario in Spagna e Germania. Anna vede e ascolta in teatro il futuro marito soltanto in luglio, a Genova, in Bohème e Lucia. Il 31 agosto Mario Filippeschi e Anna Pucci si sposano: alla cerimonia partecipa, cantando l'Ave Maria di Schubert il tenore Antonio Salvarezza. In Ottobre Filippeschi debutta al Comunale di Firenze nel Rigoletto e quindi sostiene il ruolo di Baldo nel Belfagor di Respighi all'Opera di Roma. Mentre si trova nella capitale con la moglie impegnato nelle recite dell'opera di Respighi, l'abitazione milanese in cui si è stabilito dopo il matrimonio rimane gravemente danneggiata da un bombardamento. L'anno si chiude con un'altra lunga tournée nelle città della Germania già pesantemente colpite dalla guerra.

1943 All'Opera di Roma canta all'inizio dell'anno diverse opere: Kovancina di Musorgskij, Bohème, Rigoletto, La farsa amorosa di Zandonai. Tra la fine di aprile e l'inizio di maggio è ad Atene per Lucia e Adriana Lecouvreur. Tempi difficilissimi anche per la lirica. In luglio, a Rivarolo Ligure, una recita di Tosca insieme a Gina Cigna viene ripetutamente interrotta dagli allarmi aerei: i cantanti sono costretti ad abbandonare il teatro con ancora indosso i costumi di scena. L'8 agosto anche la casa in via Baldissera a Milano dove Mario e Anna Filippeschi si sono trasferiti dopo il bombardamento dell'anno precedente rimane colpita. Il palazzo di fianco al loro crolla lasciando oltre duecentocinquanta vittime sotto le macerie: "Senz'altro il giorno più brutto della mia vita",dichiarerà Filippeschi in alcune interviste. Si riuniscono alla famiglia della moglie, sfollata da La Spezia a Monterosso, uno dei bellissimi paesi delle Cinque Terre.

1944 Il 9 gennaio una tormentata recita di Bohème segna la conclusione del rapporto con il Regio di Parma. Accade che a causa delle enormi difficoltà nei collegamenti stradali sia Filippeschi che Mafalda Favero arrivano a Parma dopo a prova generale, nelle ore immediatamente precedenti la 'prima'. Tra i loggionisti, però, si sparge la voce che questo ritardo è da imputarsi, più che alla guerra, alla cattiva volontà degli artisti. L'ostilità non tarda a manifestarsi durante la rappresentazione, culminando al finale quando una parte del loggione reclama a gran voce alla ribalta, anziché i due protagonisti, l'interprete del ruolo di Marcello. L'episodio lascia un segno profondo e indelebile nell'animo di Filippeschi che, a distanza di molti anni, si rifiuterà di tornare a Parma per cantare il Guglielmo Tell. In Maggio decide di interrompere l'attività a causa dell'infuriare della guerra. Per ben due volte, durante questo periodo, rimane coinvolto nei rastrellamenti dei civili operati nella costa ligure prima dai tedeschi, poi dalle brigate nere. Potrà sembrare un'episodio da romanzo ma in entrambi i casi è la sua voce a salvarlo: sia i tedeschi che i fascisti lo rilasciano subito dopo averlo sentito cantare.

1945 Terminata la guerra, l'attività di Filippeschi riprende in maggio con un giro di concerti in Liguria e nell'alta Toscana. In settembre partecipa alla commemorazione di Mascagni, scomparso da pochi mesi, debuttando a Viareggio e quindi a Lucca nella Cavalleria Rusticana: è l'inizio della svolta verso il repertorio lirico-spinto. Ritorna a Roma, prima al Teatro Adriano, poi anche all'Opera. In novembre altra edizione commemorativa mascagnana di Cavalleria Rusticana al Verdi di Firenze.

1946 Lunga tournée in Portogallo con recite a Lisbona ed a Oporto. Trasferimento in Spagna dove Filippeschi è già popolarissimo e acclamato - nonché pagato - come uno dei maggiori tenori del momento. I primi sei mesi dell'anno trascorrono con rappresentazioni in tutte le maggiori città della penisola iberica. È proprio in questo periodo che Carla Castellani - uno degli ultimi, autentici soprani drammatici che si sono avuti in Italia - lo sollecita a studiare con lei Aida. La decisione, nonostante le legittime titubanze di Filippeschi, si rivela quanto mai opportuna visto che i responsabili della stagione di Bilbao gli offrono immediatamente di debuttare nel ruolo di Radamès. Il 23 giugno, tra la curiosità del pubblico (che lo premia con grandi applausi) e della critica (viceversa piuttosto scettica sulle potenzialità 'drammatiche' della sua voce), il tenore toscano inizia a ergere troni vicino al sol per le sue celesti Aide. È un momento particolarmente felice per Filippeschi sia dal punto di vista professionale che umano: in agosto debutta alle Terme di Caracalla con Tosca, Bohème e Cavalleria Rusticana (con Ebe Stignani, Santuzza), il giorno 26 nasce la prima figlia, Daniela. Insieme al soprano Nelly Corradi, al baritono Afro Poli e al basso Italo Tajo è protagonista del film d'opera Lucia di Lammermoor per la regia di Piero Ballerini. Le riprese sono effettuate nella campagna di Viterbo e sul promontorio del Circeo a cui si aggiungono successivamente delle scene di correzione girate nel parco di Villa Ada Savoia a Roma. Appena terminata la lavorazione di Lucia, iniziata all'interno del Teatro dell'Opera di Roma le riprese di Rigoletto per la regia di Carmine Gallone. Il cast è straordinario: Lina Pagliughi presta la voce a Marcella Govoni (ma Gallone avrebbe gradito che fosse Anna Filippeschi ad interpretare il ruolo di Gilda), Tito Gobbi è Rigoletto, Anna Maria Canali e Giulio Neri l coppia Maddalena-Sparafucile. Il lungometraggio - in verità molto bello e tutt'oggi godibilissimo - ha un successo strepitoso: all'epoca arriva ad incassare una cifra pari ad oltre un milione di euro di oggi. Per un film d'opera, un record. In ottobre canta alcune recite di Traviata e Tosca al Bellini di Catania: nell'opera di puccini la protagonista femminile è la giovanissima Renata Tebaldi.

1947 Tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio partecipa per la prima volta ad una tournée in Sud America. Gli esiti, dal punto di vista organizzativo e finanziario, sono disastrosi. Il viaggio si svolge tra mille difficoltà e pericoli: a bordo della nave ci sono molti passeggeri compromessi con il regime fascista in fuga dall'Europa sotto falso nome, l'oceano è ancora pieno di mine e si naviga 'a vista', senza radar. In Brasile le cose vanno ancora peggio: le piogge insistenti impediscono il regolare svolgimento delle recite all'aperto che si devono tenere nel Teatro Municipal con conseguente perdita di incassi. L'impresa riesce a mantenere con grandi difficoltà i propri impegni con gli artisti. Il successo, comunque, non manca. Filippeschi si esibisce anche nella Cavalleria rusticana al fianco di Gina Cigna. In marzo-aprile lunga serie di recite al São Carlos di Lisbona, allora fra i massimi teatri europei per la qualità delle sue produzioni. Nell'arco di un mese canta Favorita (con la Stignani, Bechi e Neri), Mefistofele, Rigoletto, e quindi Aida, Adriana Lecouvreur e Tosca con Maria Caniglia, in quel periodo stella indiscussa del massimo teatro portoghese. In alcune recite sostituisce Galliano Masini, ammalato. In dicembre unica esecuzione della sua carriera del Requiem verdiano al Palazzo Ducale di Genova. Il direttore è Tullio Serafin.

1948 In maggio debutto nei Puritani all'Opera di Roma. Dopo Laura-Volpi, è il primo tenore italiano a mantenere in repertorio per un periodo di tempo considerevolmente lungo il temibile ruolo di Arturo. Alla RAI di Roma, in giugno, registra alcuni brani del Guarany di Gomes per una colonna sonora cinematografica. In estate è di nuovo impegnato alle Terme di Caracalla in Aida, Traviata e Mefistofele (con la Tebaldi e Nicola Rossi Lemeni). Con Adriana Lecouvreur in settembre (protagoniste la Favero e la Simionato) e quindi con Tosca diretta da Gianandrea Gavezzani in ottobre debutta al Teatro alla Scala di Milano. In realtà già nella stagione '42-'43 Filippeschi doveva esibirsi nel massimo teatro milanese in Rigoletto: un banale incidente occorsogli in taxi lo costrinse a cancellare le recite a prove iniziate. La collaborazione con la Scala, comunque, non sarà mai così intensa come con l?opera di Roma. Tra i due impegni alla Scala canta Loreley alla RAI di Roma. In novembre è al Verdi di Pisa per Aida.

1949 All'Opera di Roma, in gennaio, riprende i Puritani con la Pagliughi, Tagliabue e Neroni. In marzo, alla RAI di Torino, concerto Martini e Rossi insieme a Maria Callas, ai primi passi della carriera italiana. Alla fine del mese, nuovo impegno alla Scala con debutto nel ruolo di Don Alvaro nella Forza del destino. Le prove dello spettacolo si protraggono per trentasei giorni. Il direttore d'orchestra Victor De Sabata è nervosissimo, poco entusiasta com'è di alcuni elementi della compagnia (e difatti, durante le recite, ci saranno avvicendamenti nel cast con Elisabetta Barbato ripresa da Lucy Kelston e lo stesso De Sabata cederà presto il podio a Nino Sanzogno). Il rapporto fra il celebre direttore ed il tenore toscano non è dei più facili. In più Filippeschi ha la fama di essere 'il tenore dell'Opera di Roma' e questo, nell'Italia dei campanili, non agevola certo il suo lavoro alla Scala. Seconda tournée in Sud America, al mitico Colón di Buenos Aires. Filippeschi si divide ruoli e opere con Del Monaco. Debutto nel Faust di Gounod. Appena rientrato dall'Argentina, in novembre, canta per la prima volta al Bellini di Catania uno dei ruoli chiave della sua carriera: Arnoldo nel Guglielmo Tell. Da questo momento l'ultimo capolavoro rossiniano ritornerà con una certa frequenza nei cartelloni di molti teatri italiani ed europei grazie proprio alla disponibilità di un interprete come Filippeschi. Chiude l'anno a Barcellona con applauditissime recite di Puritani, Bohème, e Aida. Agli spettacoli partecipano anche il promettente soprano leggero Giuseppina Arnaldi, Rolando Panerai ed Ettore Bastianini, non ancora passato alla corda di baritono.

1950 In gennaio canta al Comunale di Firenze in un'edizione di Rigoletto rimasta celebre per il gran clamore suscitato. Per volontà del direttore - e in quell'occasione anche regista - Emilio Tieri si esegue la partitura di Verdi così com'è scritta, senza gli acuti e le cadenze di tradizione. Questo rispetto filologico del testo e il divieto assoluto di concedere bis, scatenano le ire del pubblico. Si tratta di un Rigoletto nato evidentemente sotto una maligna stella: a poche ore dalla recita pomeridiana domenicale si ammala il protagonista, Aldo Protti. Prelevato a forza da tavola, arriva a salvare la situazione Rolando Panerai. Per quanto lo riguarda Filippeschi continua imperterrito a cantare, con o senza acuti, quella che rimane una delle sue parti favorite. In marzo, ancora su richiesta del commendator Grassi, responsabile del Bellini di Catania, debutta in un altro personaggio destinato a rimanere particolarmente vivo nella memoria degli appassionati: Manrico nel Trovatore. Subito dopo, all'Opera di Roma, canta di nuovo nel Tell rossiniano accanto a Gabriella Gatti e Paolo Silveri: è la definitiva consacrazione ad interprete insostituibile del ruolo di Arnoldo. Fra giugno e luglio importantissima tournée in Messico. Al Palacio de Bellas Artes Filippeschi coglie alcuni dei successi più importanti della sua carriera a cominciare dalla famosa Tosca con Maria Callas (che, per fortuna, venne registrata ed è oggi disponibile anche in CD). Seguono Cavalleria Rusticana con la Simionato, allestita in tutta fretta al posto di una Traviata che la Callas - divenuta signora Meneghini il giorno prima dell'imbarco per il Sudamerica - si rifiuta di cantare non ritenendo sufficiente la propria preparazione, e quindi i debutti in Simon Boccanegra (con Leonard Warren), in Carmen e Fedora, entrambe con la Simionato, finalmente approdata ai grandi ruoli protagonistici dopo anni di gavetta nel comprimariato di lusso. Il pubblico messicano, calorosissimo ed entusiasta, manifesta lo straordinario gradimento nei confronti di tutti gli artisti italiani in una maniera piuttosto bizzarra: al termine delle recite ricopre il palcoscenico di confetti lanciandoli dalla platea, dai palchi e dal paraiso, il loggione in spagnolo. Filippeschi canta anche alcune recite di Bohème, Rigoletto e Butterfly con artisti sudamericani tra i quali il baritono cileno Carlo Morelli, in realtà Carlo Morales Zanelli, fratello del tenore Renato Zanelli - eccellente interprete del ruolo di Otello - e di Fiorentio Zanelli, primo maestro di Placido Domingo. Il 26 ottobre nasce la seconda figlia, Rosanna.

1951 In gennaio debutta nel ruolo di Andrea Chénier acanto a Renata Tebaldi al San Carlo di Napoli, teatro dove ritorna anche in marzo per Mefistofele diretto da Gavazzeni con Rosanna Carteri e Nicola Rossi Lemeni e in aprile per il Faust ancora con la Tebaldi, Panerai e Italo Tajo. Ed è proprio in occasione di queste recite dell'opera di Gounod che, immancabilmente, ogni sera, accadeva un fatto curioso che oggi ci fa sorridere sul costume teatrale dell'epoca e sul comportamento di una parte del pubblico. Specialmente nei grandi teatri che facevamo notizia sui quotidiani, come appunto il San Carlo o la .Scala, alcuni gruppi di appassionati non erano del tutto disinteressati a manifestare il proprio consenso - o dissenso, a seconda dei casi - nei confronti di questo o quel cantante. Talvolta, com'è noto, le recite più importanti si trasformavano in veri e propri campi di battaglia dove le opposte schiere si affrontavano a colpi di applausi e fischi. Dunque: in questo Faust, visto che i fili dei rischi non offriva a fianco a contestazioni di sorta, la ' falange' favorevole ad un'altro - o altra, chissà... - artista aveva inventato un sistema molto raffinato e diabolico per metterlo in imbarazzo: durante la celebre romanza "Salve dimora", al momento in cui Filippeschi attaccava il do acuto e si concentrava per smorzarlo, qualcuno partiva con l'applauso, seguito a ruota dagli altri compari. L'effetto, coperto da questo improvviso scoppio di entusiasmo, veniva così annullato. A Filippeschi non restava che concludere la romanza, fare buon viso a cattivo gioco, e ringraziare per l'intempestiva dimostrazione d'entusiasmo e...incassare il colpo! In maggio, come di complessi dell'Opera di Roma, partecipa ad una trionfale tournée in Germania con Aida. a Monaco di Baviera, essendo ancora in costruzione il grandioso NationalTheater, bombardato e distrutto durante la guerra, la recita ha luogo al Prinzregententheater. Ancor oggi, ed è una piccola ma significativa testimonianza dell'entusiasmo suscitato da quegli spettacoli e del ricordo che ne hanno a Monaco, nella biglietteria della Bayer Staatsoper, sulla Maximilianstrasse, fa bella mostra di sé il manifesto che annunciava le rappresentazioni straordinarie di Aida e Simon Boccanegra. Dalla fine di agosto a tutto settembre, tournée il Brasile con recite a San Paolo e Rio de Janeiro. Laida a San Paolo con Norina Greco (che sostituisce all'ultimo momento la Callas), la Barbieri, Bechi, Neri e diretta da Serafin, viene trasmessa dalla televisione: è la prima volta che accade in Brasile. i cast di quelle rappresentazioni in Sudamerica, che purtroppo lasciavano molto a desiderare dal punto di vista delle masse orchestrali e corali, ci appaiono oggi assolutamente straordinari.

1952 È l'anno del famoso Maggio Musicale rossiniano che Filippeschi inaugura, in aprile, partecipando nel ruolo di Gernando alla mitica ripresa dell'Armida - definita da Franco Abbiati "spettacolarmente lussuosa e abbagliante " - con Maria Callas e una schiera impressionante di tenori: Albanese, Salvarezza, Ziliani e Raimondi. Le scene, bellissime, e la regia sono di Alberto Savinio, le coreografie di Léonide massine, il direttore è Tullio Serafin. Il fatto curioso è che nel cartellone di quel festival, considerato giustamente una tappa fondamentale della Rossini-renaissance, figura anche il Guglielmo Tell per cui viene scritturato il tenore boemo-americano Kurt Baum, già contestato protagonista del Trovatore che aveva inaugurato la stagione del '48-'49 della Scala. la 'prima' del capolavoro rossiniano, l'8 giugno, è ricordata come una delle serate più incandescenti vissute dal Maggio Musicale. Baum, incapace di sostenere l'acuta tessitura del ruolo di Arnoldo, elimina l'intera scena del quarto atto e la Tebaldi è costretta ad inginocchiarsi sul palcoscenico per placare le proteste che piovono dal loggione e permettere così la regolare conclusione della recita. È una notizia che fa immediatamente il giro del mondo. Il giorno successivo, in casa filippeschi a La Spezia, il telefono inizia a squillare prestissimo: dall'altra parte del filo ci sono Francesco Siciliani, allora direttore artistico del Teatro Comunale di Firenze, e Tullio Serafin che cercano di salvare le altre recite scritturando in extremis - e tardivamente - Filippeschi. Che cosa fu detto in quelle conversazioni non ci è dato sapere, comunque è facile immaginarselo visto che anche le rimanenti tre rappresentazioni del Tell furono sostenute alla meno peggio da Baum, causa - come ricorda Leonardo Pinzauti nella sua storia del Maggio Musicale - "di un episodio che turbò lo svolgimento di un festival nel complesso tra i più ricchi del dopoguerra". In luglio, con Aida e Mefistofele (bei cast: nel primo la Martinis, la Nicolai, savarese e tajo; nel secondo la Araujo, la Dall'Argine e Christoff, direttore Serafin) inaugura le manifestazioni liriche organizzate dal San Carlo alla Mostra d'Oltremare, nell'Arena Flegrea progettata dall'architetto Giulio De Luca. In Spagna partecipa alle tradizionali stagioni delle fiere a San Sebastian e Oviedo. Al Teatro Nuovo di Torino canta, in ottobre, il Guglielmo Tell con la Mancini e Silveri. Così Giorgio Gualerzi sulla rivista Discoteca del marzo 1980: "lo ricordo, come fosse ieri (...). Nell'aria e cabaletta dell'ultimo atto, pietra di paragone dei tenori 'di forza', avanzava verso la ribalta, si fermava, e, alzato lievemente il capo, snocciolava uno dopo l'altro con irrisoria facilità, quasi li avesse in tasca, una serie di do acuti di incedibile lucentezza e risonanza (secondi solo a quelli, fulgidi e stratosferici, di Laura-Volpi), scatenando l'entusiasmo del pubblico. Ciò spiega perché, tra la fine degli anni '40 e buona parte del decennio successivo, la possibilità di eseguire il capolavoro rossiniano dipendesse esclusivamente dalla presenza di Filippeschi." In novembre debutta al Liceo di Barcellona nel ruolo di Don Carlo che poi ripeterà nel gennaio dell'ano successivo all'Opera di Roma in una bellissima produzione che schiera, nei ruoli principali, Caterina Mancini, Elena Nicolai, Tito Gobbi, Boris Christoff e Giulio Neri, direttore Gabriele Santini. Fu in quest'occasione che, al momento di andare in scena, Christoff-Filippo II intimò a Filippeschi-Don Carlo di non passargli davanti durante la grande scena dell'autodafè. Filippeschi rispose che avrebbe fatto esattamente come nelle prove, secondo le indicazioni del regista. "L'Infante è a me ribelle, armossi contro il padre", rivela Filippo al Grande Inquisitore. E così, accadde. "Una burrasca senza conseguenze", commentava il tenore, minimizzando l'accaduto. Ma la cosa si seppe in giro. Tant'è che qualche tempo più tardi, quando Christoff chiese a Corelli come intendesse risolvere quel particolare momento scenico, si sentì rispondere: "Esattamente alla stessa maniera di Filippeschi" . Con Simon Boccanegra (e un altro formidabile cast: Caniglia, Gobbi, Panerai, Neri, direttore Gui) inaugura in dicembre la stagione dell'Opera di Roma.

1953 Molti teatri reinseriscono in repertorio il Guglielmo Tell grazie alla disponibilità di Filippeschi: in marzo è la volta di Palermo e Cagliari. Consueta lunga tournée in Spagna, dove è uno dei tenori più famosi e meglio pagati del momento, e trionfale serie di recite nelle Isole Canarie, a Las Palmas e a Sante Cruz de Tenerife dove canta anche Trovatore accanto ad un altro cantante pisano: il baritono Vasco Carmignani. In giugno-luglio è alle Terme di Caracalla per Guglielmo Tell e Trovatore (e basta dare un'occhiata all'elenco artistico per rendersi conto del livello qualitativo di quelle stagioni liriche estive all'aperto: nel Tell cantano Stella, Gobbi, Neri e dirige Santini; nel trovatore la Mancini e la Stella si alternano nel ruolo di Leonora, Mascherini e Protti nel Conte di Luna, la Barbieri è Azucena, sul podio Vincenzo Bellezza). Subito dopo Caracalla, passa a debuttare nel teatro all'aperto per eccellenza, l'Arena di Verona, con una recita di Trovatore e una Aida (con la Callas nel ruolo della schiava etiope): "Due enormi faraoni sugli spalti dell'Arena - ricorda Walter ricci nel suo I casti divi a proposito dell'allestimento scenico - che scorrevano fino alla ribalta su due binari; ma solo nel finale. Il proscenio era ribaltabile e al terzo atto diventa un vero corso d'acqua. (...) Grande scalpore per gli elefanti che facevano un semplice giro del palcoscenico". In agosto Filippeschi ritorna di nuovo a Roma per Aida e Tosca (con la Caniglia e Guelfi). Il 9 settembre canta in piazza dei Macelli a Ravenna un'edizione di Aida particolarmente tormentata a causa dei guai provocati da un impresario locale. La prima rappresentazione era giunta in porto abbastanza felicemente, eccezion fatta per una protesta all'inizio dell'opera da parte di molti spettatori che avevano con regolarità acquistato il biglietto ma non avevano trovato materialmente il loro posto (le sedie attese da un paese vicino, infatti, non erano mai arrivate) e un piccolo incendio in orchestra. con conseguente black-out di dieci minuti alle luci dei leggii, durante il duetto Aida-Amneris. I problemi veri, comunque, sorsero alla seconda recita quando gli artisti si accorsero che l'impresario non aveva soldi per pagare il cachet. Filippeschi, la Mancini e la Nicolai, Protti e Neri incrociarono le ugole. Dopo lunghe e laboriose trattative, l'impresario riuscì a convincere il solo Protti a cantare: Filippeschi, invece, poco convinto, non ne volle sapere e rimase in albergo con gli altri. Al suo posto fu gettato allo sbaraglio il giovanissimo Franco Corelli, scritturato per Carmen, il quale conosceva la parte di Radamès in maniera abbastanza approssimativa. E difatti, dietro le quinte, a far da suggeritore quando non impegnato in scena come Amonasro, c'era proprio Aldo Protti. Il bello è che avevano visto giusto Filippeschi e colleghi: la sera successiva Carmen fu sospesa alla fine del primo atto non solo per lo sciopero degli interpreti principali - Corelli compreso - ma anche dalle comparse che non avevano ricevuto neanche una lira di compenso. Nel frattempo, tra un impegno e l'altro, Filippeschi progetta una grande stagione d'opera da realizzarsi a La Spezia. In cartellone Aida, Tosca e Traviata con la partecipazione di artisti famosissimi: la Caniglia, Neri, Gobbi, Silveri, la Callas, Di Stefano e Del Monaco. L'iniziativa naufraga a causa delle enormi difficoltà finanziarie collegate alla concessione del Teatro Monteverdi. Il Liceo di Barcellona, in autunno, lo ospita per il felicissimo debutto nel ruolo di Enzo Grimaldo nella Gioconda, opera purtroppo mai ripetuta, e alcune trionfali recite di Andrea Chénier (con la Caniglia e Mascherini), Tosca (con la Tebaldi e Taddei) e Bohème (con Victoria de los Angeles). Ancor oggi nel capoluogo catalano si ricorda come al termine di quelle infuocate rappresentazioni di Andrea Chénier, il traffico sulla Ramblas, la zona intorno al Liceo, rimanesse completamente bloccato dall'enorme folla di appassionati che attendeva i protagonisti dello spettacolo per applaudirli ancora ed avere i loro autografi. E pensare che il direttore d'orchestra in un primo momento aveva declinato l'invito, ritenendo i protagonisti ormai... troppo anziani.

1954 In aprile, al Massimo di Palermo, debutta nel personaggio di Calaf nella Turandot. La protagonista è il soprano austriaco Gertrude grob Prandl, grande voce wagneriana; il direttore è Gianandrea Gavazzeni. Il maestro Tullio Serafin gli chiede di studiare il ruolo di Pollione in vista dell'incisione completa della Norma con i complessi del Teatro alla Scala. Dal 23 aprile al 3 maggio è impegnato al Cinema Metropol di Milano nelle sedute di registrazione dell'opera per la EMI. Con lui sono la Callas, la Stignani e Rossi Lemeni. In giugno canta l'Aida in piazza Maggiore a Bologna con la Cerquetti, la Danieli e Anselmo Colzani, il direttore è Molinari Pradelli. Il 10 luglio si esibisce in un concerto - insieme all'eccellente soprano Cesy Broggini - a San Giuliano Terme, il paese dove la sua famiglia si è trasferita molti anni prima da Montefoscoli e dove Filippeschi ha comprato una casa per la madre. L'incasso della serata viene utilizzato dal Comune per potenziare l'acquedotto cittadino. Torna di nuovo all'Arena di Verona per Turandot (con la Grob Prandl, la Olivero, Capecchi e Tajo, direttore Votto) e una nuova produzione di Aida, alternandosi con Del Monaco nei ruoli di Calaf e Radamès. A proposito di Aida ricorda Ricci: "Scenografia scarna, di Lolli, ma di grande effetto: due templi, anzi due parallelepipedi sugli spalti. Il regista, Herbert Graf, fu il primo a capire che le dimensioni del palcoscenico erano nella profondità, sulle gradinate, e fece scendere i soldati del trionfo dall'alto: salivano un praticabile dietro l'Arena e apparivano marciando su un'enorme scalinata". Si trasferisce da La Spezia a Firenze, prima al vicino Teatro Comunale, in corso Italia, poi in un villino al Poggio Imperiale dove le sue figlie studiano nel celebre collegio delle "poggioline". In ottobre incide per la EMI all'Opera di Roma il Don Carlo: il cast ricalca quello delle fortunate recite del gennaio '53 ad eccezione della Stella che prende il posto della Mancini. Recite di Trovatore Lucia a Tunisi, in novembre.

1955 In gennaio, al San Carlo di Napoli, sempre su richiesta di Serafin, debutta nel ruolo di Arrigo nei Vespri siciliani. Tournée in Egitto nei mesi di febbraio e marzo: al Cairo canta con enorme successo Aida, Turandot e Trovatore, ad Alessandria Bohème (con la giovane Renata Scotto, Musetta) e ancora Trovatore. Dall'Egitto passa São Carlos di Lisbona per recite di Aida e Simon Boccanegra. In estate è prima a Verona, per la ripresa di Aida, e poi a Caracalla con una nuova produzione dell'opera verdiana. Settembre è dedicato, come al solito, alla stagione della fiera di Oviedo con Puritani, Trovatore e Aida. L'anno si chiude con due trasferte importanti europee: la prima a Losanna, in ottobre, con Trovatore, e poi a Bruxelles, in novembre, con Rigoletto.

1956 In aprile, al San Carlo di Napoli, partecipa ad una memorabile edizione del Guglielmo Tell con la Tebaldi e Panerai diretta da Serafin. Con l'Orchestra della RAI di Milano incide per la Columbia un recital di arie d'opera che avrà un enorme successo e, subito dopo, a Napoli, registra il Mosé di Rossini nel ruolo di Amenofi. In giugno è in Francia per recite di Aida s Nimes, di Trovatore a Arles e di Forza del destino a Nizza. Torna anche all'Arena Flegrea di Napoli con Aida ed a Caracalla sempre con Aida e RIgoletto (con il vecchio Carlo Tagliabue). La stagione di fiera prescelta per questa stagione è Bilbao. In novembre lunga tournée in Venezuela durante la quale debutta nell'ultimo ruolo del suo repertorio, Riccardo nel Ballo in maschera, che però rimarrà senza ulteriore seguito. In concomitanza con la presenza di Filippeschi al Teatro Municipal, viene pubblicato a Caracas il recital inciso qualche mese prima a Milano: in un solo giorno ne vengono vendute migliaia di copie.

1957 All'inizio dell'anno, al Massimo di Palermo, riprende i Vespri siciliani con la Stella, Taddei e Serafin sul podio. Il 23 gennaio, mentre sta cantando Rigoletto, per la prima volta nella sua carriera, è costretto ad interrompere una recita già iniziata a causa di una improvvisa indisposizione. Lo sostituisce un giovane tenore delle Canarie di belle speranze con cui Filippeschi rimarrà sempre in rapporti di amicizia e grande stima reciproca: il suo nome è Alfredo Kraus ed ha debuttato in teatro da appena un anno. In aprile canta il Guglielmo Tell all'Opera di Roma con Giuseppe Taddei e Giulio Neri. Il periodo estivo lo vede impegnatissimo a Caracalla ancora nel Guglielmo Tell e in Aida, a Enna in Lucia, all'Arena Flegrea napoletana in Turandot e ancora a Caracalla in Aida. Fu proprio in occasione di una delle recite appena citate del Tell a Caracalla che Filippeschi - credo per la prima ed ultima volta nella sua vita - perse la pazienza sul serio, dando vita ad un episodio divertente ed abbastanza movimentato. Al momento vocalmente culminante del ruolo di Arnoldo - cioè nella chiusura della cabaletta "corriam, voliam" - quando il tenore, sostenuto dal coro, lancia i suoi ripetuti do di petto, un tecnico ebbe la malaugurata idea di spegnere tutte le luci sul palcoscenico e di accendere i fari posizionati sulla ribalta in faccia al pubblico, come per il cambio di scena. Gli spettatori, colti di sorpresa quanto gli artisti, udirono FIlippeschi concludere regolarmente il brano con il tradizionale, squillantissimo "all'armi". Ma il bello venne dopo, quando accortosi dell'errore, il tecnico dette di nuovo la luce sul palcoscenico: tra lo stupore generale si vide Filippeschi con un diavolo per capello partire in corsa verso le quinte alla ricerca del colpevole, brandendo minaccioso la spada. La cosa, anziché nel sangue come si prevedeva, finì in una risata generale e nel ricordo di quanti erano presenti. In dicembre è la prima al San Carlo con Trovatore poi al Comunale di Bologna in Guglielmo Tell.

1958 In febbraio canta a Londra, al Drury Lane, Trovatore e Guglielmo Tell. Il Covent Garden vorrebbe scritturarlo nello stesso periodo per alcune recite straordinarie di Aida, ma l'impresario del Drury Lane non gli accorda il permesso. In aprile si ripresenta all'Opera di Roma con due cavalli di battaglia giovanili: Bohéme e Rigoletto. In luglio è a Caracalla - e sarà l'ultima presenza nel grande teatro all'aperto romano - in Tosca con la Stella e Gobbi. In settembre torna in Spagna, a Oviedo con Lucia e Puritani. In dicembre sostituisce Franco Corelli, improvvisamente ammalato, nel Trovatore al Comunale di Bologna. Non risponde a verità, invece, la notizia che Filippeschi avrebbe in questa occasione diretto una recita dell'opera verdiana, in luogo di Franco Capuana. Leggende nate chissà come e che da quando esiste il melodramma hanno sempre circondato la figura del tenore.

1959 In gennaio si reca di nuovo in Egitto per Aida e Rigoletto. I colleghi lo convincono a compiere una escursione turistica alle Piramidi ma la sabbia del deserto si rivela micidiale anche per la sua gola robustissima: nell'ultima delle recite in programma è costretto a dare forfait e viene sostituito da Antonio Annaloro. In aprile canta, acclamatissimo, il Trovatore al Verdi di Pisa. Tournée in Spagna: prima alle Isole Baleari, poi a Barcellona con Guglielmo Tell (accanto a Giuseppe Taddei).

1960 In gennaio ultima presenza in Spagna, a Malaga con Favorita. Quindi, improvvisa ed inaspettata, la decisione di abbandonare le scene. Al Bellini di Catania, in marzo, affronta con estrema disinvoltura il terribile ruolo di Arturo nei Puritani, annunciando contemporaneamente quelle che saranno le recite di addio alle scene italiane.

1961 Per tener fede ad un impegno già assunto, partecipa ad una stagione di opere italiane ad Helsinki. Canta Aida e quindi chiude definitivamente la carriera con quello che è stato, per quasi 25 anni, uno dei suoi titoli prediletti: Rigoletto.

1962 In dicembre apre un negozio di mobili d'arte in borgo San Jacopo vicino al Ponte Vecchio. Da questo momento sia il negozio che l'abitazione - dal '64 in via dello Sprone, a due passi da piazza Pitti - sono meta di assiduo pellegrinaggio da parte di tenori già in carriera o agli esordi che a lui si rivolgono per avere consigli tecnici ed interpretativi. Abbandonato il teatro e quindi tutte le precauzioni per assicurare al pubblico il massimo rendimento, Filippeschi può dedicarsi liberamente ad una delle sue grandi passioni extra-musicali: il calcio. Tifoso della Fiorentina, segue la squadra anche nelle trasferte.

1966 In novembre il negozio rimane gravemente danneggiato dall'alluvione. Filippeschi e la moglie ne aprono un altro, sempre in borgo San Jacopo ma ancora più vicino a Ponte Vecchio.

1977 Per le sue interpretazioni di Puritani e Norma, riceve il 5 giugno, al Teatro Bellini di Catania, il Premio "Bellini d'Oro". Il 13 novembre, al Teatro Regio di Torino, viene premiato con il "Luculliano d'Oro".

1979 La mattina del giorno di Natale muore improvvisamente nella sua abitazione in via dello Sprone. Viene sepolto nel cimitero monumentale della misericordia di Antella.


Mario Filippeschi as Calaf

Repertory

Lucia di Lammermoor- Colorno, July 19, 1937
Rigoletto-Colorno, July 20, 1937
Madama Butterfly- Palermo, November 23, 1937
La bohème- Lecce, May 21, 1938
La traviata- Lucca, September 14, 1938
Mefistofele- Catania, February 28, 1939
La vedova scaltra (composer: Wolf-Ferrari; role: Conte di Bosco Nero)- Torino, June 15, 1939
Adriana Lecouvreur- Savona, January 28, 1940
Tosca- La Spezia, February 9, 1940
Gianni Schicchi- Trieste, March 1, 1941
La favorita- Valencia, April-May 1941
I pescatori di perle- Valencia, April-May 1941
Il candeliere (composer: Ezio Carabella; role: Fortunio)- Roma, December 30, 1941
Belfagor (composer: Ottorino Respighi; role: Baldo)- Roma, October 27, 1942
Kovancina, Roma, January 15, 1943
La farsa amorosa (composer: Zandonai; role: Renzo)- Rome, February 23, 1943
Cavalleria rusticana- Lucca, September 12, 1945
Cecilia (composer: Licinio Refice; role: Valeriano)- Catania, December 4, 1945
Aida- Bilbao, June 23, 1946
Il miracolo (composer: Enrico Salines)- La Spezia, November 26, 1947
I puritani- Roma, May 6, 1948
Il Guarany (excerpts)- RAI, June 1948 Loreley-Roma, September 23, 1948
La forza del destino- Milan, March 30, 1949
Faust- Buenos Aires, July 19, 1949
Guglielmo Tell- Catania, November 10, 1949
Il trovatore- Catania, March 23, 1950
Simon Boccanegra- Mexico, July 1, 1950
Carmen- Mexico, July, 11, 1950
Fedora- Mexico, July 20, 1950
Andrea Chénier - Napoli, January 18, 1951
Armida (composer: Rossini; role: Germano)- Firenze, April 26, 1952
Don Carlo- Barcelona, November 6, 1952
La Gioconda-Barcelona, November 5, 1953
Turandot- Palermo, April 7, 1954
Norma- Milano, April 23, 1954
I vespri siciliani- Napoli, January 16, 1955
Mosè- Napoli, May 3, 1956
Un ballo in maschera-Caracas, November 29, 1956
Reference: Giovanni Vitali: Mario Filippeschi Il tenore dalla voce d'oro, Bongiovanni Editore.
Filippeschi's Arnold chronology

Mario Filippeschi as Arnold


Filmography

Rigoletto (Giuseppe Verdi) - 1946
Tito Gobbi - Rigoletto
Marcella Govoni - Gilda
Lina Pagliughi - Gilda (voice)
Mario Filippeschi - Duke of Mantua
Gianna Maria Canale - Maddalena (as Anna Maria Canale)
Giulio Neri - Sparafucile
Giuseppe Varni - Count of Ceprano
Marcello Giorda - Monterone
Roberto Bruni - Borsa
Virgilio Gottardi - Marcello
Conductor - Tullio Serafin
Directed by Carmine Gallone
Release dates: 
Italy	1946	
USA	9 November 1949
VHS video cassette reissues: Historic Opera Performances SL 1056; Bel Canto Society BCS #550
DVD reissue: Premiere Opera Ltd. DVD 5646 (2006)
CD (soundtrack): Bongiovanni HOC 005/6 {2CDS} (2004);
	The Opera Lovers RIG 194601 {2CDRS} (Canada) (2007)

Lucia di Lammermoor (Gaetano Donizetti) - 1947 Lucia - Nelly Corradi Edgardo - Mario Filippeschi Enrico - Afro Poli Raimondo - Italo Tajo Arturo - Aldo Ferracuti Alisa - Loretta Di Lelio (later Franco Corelli's wife!) Normanno - Adelio Zagonara Orchestra - Chorus Teatro dell'Opera di Roma Conductor - Oliviero De Fabritiis Directed by Piero Ballerini Release dates: Italy 18 November 1946 USA 13 October 1947 VHS video cassette reissue: Bel Canto Society #682
Discography


78 rpm
La voce del padrone, Milano, March 1948
OBA 6479	Madama Butterfly (Puccini): Addio, fiorito asil				HN2376
	(CD reissues: Bongiovanni 1084-2, The record collector TRC 31)
OBA 6480	Rigoletto (Verdi): La donna è mobile						HN2376
	(CD reissues: Bongiovanni 1084-2, The record collector TRC 31)

La voce del padrone, Milano, 1948
OBA 6551	Tosca (Puccini): Recondita armonia						HN 2362
	(CD reissues: Bongiovanni 1084-2, The record collector TRC 31)
OBA 6552	Pagliacci (Leoncavallo): Vesti la giubba						HN 2362
	(CD reissues: Bongiovanni 1084-2, The record collector TRC 31)

La voce del padrone, Milano, 20 April 1951
2BA 7669	Andrea Chénier (Giordano): Un dì all'azzurro spazio			S 10602
	(reissues: LP: OASI 645; CD: Bongiovanni 1084-2, The record collector TRC 31, Preiser 89671)
2BA 7670	Aida (Verdi): Celeste Aida									S 10602
	(reissues: LP: OASI 645; CD: Bongiovanni 1084-2, The record collector TRC 31, Preiser 89671)

33 rpm
Recital (25 cm) - Columbia QC5029 - 29 May 1956
Orchestra di Milano della RAI; Argeo Quadri, conductor.
Contents:
Turandot (Puccini): Nessun dorma
Otello (Verdi): Ora e per sempre addio
La fanciulla del West (Puccini): Ch'ella mi creda
Il trovatore (Verdi): Ah sì, ben mio & Di quella pira
La forza del destino (Verdi): O tu che in seno agli angeli
Gli ugonotti (Meyerbeer): Bianca al par di neve alpina (viola soloist: Rinaldo Tosatti)
(reissues: LP: OASI 645; CD: Bongiovanni GB 1059-2, Preiser 89671)

Norma (Bellini) - 23 April to 3 May 1954
Norma - Maria Callas
Adalgisa - Ebe Stignani
Pollione - Mario Filippeschi
Oroveso - Nicola Rossi-Lemeni
Clotilde - Rina Cavallari
Flavio - Paolo Caroli
Orchestra and chorus - Teatro alla Scala
Conductor - Tullio Serafin
LP: Columbia 33CX 1179-1181 {3LPS} (1954); EMI SLS 5115 {3LPS} (1978); Angel 3517 C/L {3LPS} (1954);
	Seraphim IC-6037 {3LPS}; Angel AVB 34065 {2LPS}
Compact Cassette: EMI TC-SLS 5115 (1978)
CD: EMI CDS 7 47304-8 {3CDS} (1986); EMI 5 56271-2 {3CDS} (1997); EMI Classics "Great Recordings of
	the Century" 562 6382 {3CDS} (2003); Angel CDC-47303; Naxos 8.110325/7 (+ Historical recordings
	1927-1936) {3CDS} (2005); EMI Classics Historical 586 8342 {2CDS} (2005); Membran
	222382 {3CDS} (2007); Brilliant Classics "Opera Collection" 93922 {3CDS} (2009)

Don Carlo (Verdi) - 5 to 14 October 1954 Don Carlo - Mario Filippeschi Filippo II - Boris Christoff Rodrigo - Tito Gobbi Il Grande Inquisitore - Giulio Neri Un frate - Plinio Clabassi Elisabetta di Valois - Antonietta Stella La principessa Eboli - Elena Nicolai Tebaldo - Loretta Di Lelio Il conte di Lerma - Paolo Caroli Un araldo reale - Paolo Caroli Una voce dal cielo - Orietta Moscucci Orchestra and chorus - Teatro dell'Opera di Roma Conductor - Gabriele Santini LP: HMV ALP 1289-1292 {4LPS} (1955); RCA Victor LM 6124 {4LPS} (1955); Capitol-EMI GCR 7165 {4LPS}; Seraphim IC-6004 CD: EMI CMS 7 64642 2 {3CDS}; EMI "References" CHS 5 67479-2 {3CDS}; Membran 223480 {3CDS} (2006); Naxos 8.111132-34 {3CDS} (2007) Mosè in Egitto (Rossini) - 1956 Mosè - Nicola Rossi-Lemeni Elisero - Agostino Lazzari Faraone - Giuseppe Taddei Amenofi - Mario Filippeschi Aufide - Piero De Palma Osiride - Plinio Clabassi Maria - Lucia Danieli Anaide - Caterina Mancini Sinaide - Bruna Rizzoli Orchestra and chorus - Teatro San Carlo di Napoli Conductor - Tullio Serafin LP: Philips A 00393-00395 {3LPS}; Philips ABL 3201-3203 {3LPS} (UK) (1957); Philips PHM-3-580 {3LPS}; Fontana 5670001 3ZKY {3LPS} ; Philips GL 5696 (highlights) {1LP} (1965) CD: Philips "Collector's Operas" 442 100-2 {2CDS} (1995) Radio (RA) and live (LI) recordings Tosca (Puccini) - LI Napoli 26 January 1950 Tosca - Maria Caniglia Cavaradossi - Mario Filippeschi Scarpia - Mariano Stabile Sacristano - Carlo Badiali Orchestra and chorus - Teatro San Carlo di Napoli Conductor - Franco Ghione unpublished Note: The last five minutes of act 2 are missing. Tosca (Puccini) - LI Mexico City 8 June 1950 Floria Tosca - Maria Callas Mario Cavaradossi - Mario Filippeschi Il barone Scarpia - Robert Weede Il Sagristano - Francisco Alonso Cesare Angelotti - Gilberto Cerda Spoletta - Carlos Sagarminaga Sciarrone - Francisco Alonso Un pastore - Concha de los Santos Un carceriere - Manuel Carreno Orchestra and chorus - Palacio de las Bellas Artes Conductor - Umberto Mugnai LP: Unique Opera Records UORC 184 {2LPS}; Historical Recording Enterprises HRE 211 {2LPS} CD: Melodram 36032 {2CDS}; Golden Melodram GM2.0015 (Callas Edition, Live Vol.1) {10CDS}; Myto "Historical Line" 002 H042 {2CDS}; Fono Enterprise FONO 018/9 {2CDS} (2001); Arkadia "The Golden Age of Opera" GA 2047 {2CDS} (2001); Bongiovanni 1084-2 (excerpt)
Cavalleria rusticana (Mascagni) - LI Mexico City 13 or 18 June 1950 Santuzza - Giulietta Simionato Turiddu - Mario Filippeschi Alfio - Carlo Morelli Lola - Concha de los Santos Mamma Lucia - Luz María Faran Orchestra and chorus - Palacio de las Bellas Artes Conductor - Umberto Mugnai Compact Cassette: Mr Tape 6030; Charles Handelman - Live Opera 02579 CD: Bongiovanni GB 1084-2 (excerpt) Simon Boccanegra (Verdi) - LI Mexico City 4 July 1950 Simon - Leonard Warren Amelia - Celia Garcia Gabriele - Mario Filippeschi Fiesco - Roberto Silva Paolo - Carlo Morelli Pietro - Ignacio Ruffino Capitano - Jose Gonzalez Tovar Una serva - Ana Maria Pois Orchestra and chorus - Palacio de las Bellas Artes Conductor - Renato Cellini CD: Legato Classics LCD 185-1 {1CD} (1995); Premiere Opera Ltd. 1393-1 {1CDR} (2004); Bongiovanni 1084-2 (excerpts) Fedora (Giordano) - LI Mexico City 20 July 1950 (excerpts) Fedora - Giulietta Simionato Loris Ipanov - Mario Filippeschi Note: Only Amor ti vieta and Mia madre, la mia vecchia madre are preserved. unpublished Faust (Gounod) - LI Napoli 27 July 1950 (excerpts) Margherita - Renata Tebaldi Faust - Mario Filippeschi Mefistofele - Italo Tajo Valentino - Ugo Savarese Franco Patané, conductor LP: Black Disc Penzance Records [1954?] CD: Standing Room Only; FONO 1058; Encore Productions, 1998 Andrea Chénier (Giordano) - LI Napoli January 1951 Andrea Chénier - Mario Filippeschi Carlo Gérard - Carlo Tagliabue Madeleine di Coigny - Renata Tebaldi La mulatta Bersi - Maria Bertasi La Contessa di Coigny - Edmea Limberti Madelon - Anna Maria Anelli Roucher - Augosto Romani Il sanculotto Mathieu - Carlo Badioli Un incredible - Luciano Della Pegola Pietro Fléville - Gerardo Gaudioso L'abate - Gianni Avolanti Orchestra and chorus - Teatro San Carlo di Napoli Conductor - Gabriele Santini CD: Premiere Opera Ltd. CDNO 232-2 {2CDRS} Aida (Verdi) - RA 12 June 1951 Aida - Caterina Mancini Radames - Mario Filippeschi Amneris - Giulietta Simionato Amonasro - Rolando Panerai Ramphis - Giulio Neri Il re di Egitto - Antonio Massaria Un messaggero - Salvatore De Tommaso Orchestra and chorus - RAI Roma Conductor - Vittorio Gui LP: Cetra LPC 1228 {3LPS}; D.G.G. 18173-75 LPM {3LPS}; Cetra Soria 1228 {3LPS} CD: Warner Fonit 8573 83010-2 {2CDS} (2000); Cantus Classics 500 319 {2CDS} (2003); Preiser Records 20042 {2CDS} (2005); Warner Fonit 5050467 7918-2 {2CDS} (2005); Preiser 89671 (excerpts); Bongiovanni 1084-2 (one excerpt)
Aida (Verdi) - LI Rio de Janeiro 19 September 1951 (excerpts only) Aida - Renata Tebaldi Amneris - Elena Nicolai Radames - Mario Filippeschi Amonasro - Paolo Silveri Ramphis - Giulio Neri Conductor - Antonino Votto unpublished I puritani (Bellini) - RA 5 January 1952 (date of broadcast) Elvira - Lina Pagliughi Arturo Talbot - Mario Filippeschi Sir Riccardo Forth - Rolando Panerai Sir Giorgio - Sesto Bruscantini Enrichetta di Francia - Lucia Quinto Sir Bruno Robertson - Enzo Mori Lord Gualtiero Valton - Franco Calabrese Orchestra and chorus - RAI Roma Conductor - Fernando Previtali LP: Unique Opera Records Corporation UORC 102 {2LPS} (1972); Fonit Cetra "Archivio RAI" LAR 20 {2LPS} CD: Urania URN 22.203 [2CDS} (2002); Bongiovanni GB 1170/1-2 {2CDS} (2002) Guglielmo Tell (Rossini) - RA 8 March 1952 (date of broadcast) Guglielmo Tell - Giuseppe Taddei Arnoldo Melchtal - Mario Filippeschi Gualtiero Furst - Giorgio Tozzi Melchthal - Plinio Clabassi Jemmy - Graziella Sciutti Edwige - Miti Truccato Pace Un pescatore - Antonio Pirino Leutoldo - Mario Zorgniotti Gessler - Fernando Corena Matilde - Rosanna Carteri Rodolfo - Tommaso Soley Orchestra and chorus - RAI Torino Conductor - Mario Rossi LP: Cetra LPC 1232 1-4 {4LPS}; Cetra Soria 1232 {4LPS}; Turnabout/Vox THS 65099/101 {3LPS} CD: Warner Fonit 8573 87489-2 {3CDS} (2001); Great Opera Performances G.O.P. 66324 {3CDS} (2005); Preiser 89671 (excerpts)
Armida (Rossini) - LI Firenze, Maggio Musicale 26 April or (more probably) 12 May 1952 Armida - Maria Callas Rinaldo - Francesco Albanese Goffredo - Alessandro Ziliani Eustazio - Gianni Raimondi Gernando - Mario Filippeschi Ubaldo - Antonio Salvarezza Idradote - Mario Frosini Astarotte - Marco Stefanoni Orchestra and chorus - Maggio Musicale Fiorentino Conductor - Tullio Serafin LP: Cetra "Opera Live" LO 39 {3LPS}; Melodram MEL 463 {3LPS}; Morgan Records MOR 5202 {2LPS} CD: Melodram 26024 {2CDS}; Great Opera Peformances G.O.P. 758 {2CDS}; Golden Melodram GM 2.0012 {2CDS}; Opera d'Oro OPD 1252 {2CDS} (2000); DiVa 1105-1106 {2CDS} (2000); Istituto Discografico Italiano IDIS 6370/1 {2CDS} (2002); Celestial Audio CA 167 {2CDRS} (Australia) (2003); Divina Records DVN 16 (2xenhanced-CDS) (2003) Guglielmo Tell (Rossini) - RA 30 January 1954 (broadcast on 4 August 1954) Guglielmo Tell - Paolo Silveri Arnoldo Melchtal - Mario Filippeschi Gualtiero Furst - Raffaele Arië Melchthal - Antonio Massaria Jemmy - Margherita Benetti Edwige - Giannella Borelli Un pescatore - Mario Carlin Leutoldo - Attilio Barbesi Gessler - Nicola Zaccaria Matilde - Anna Maria Rovere Rodolfo - Angelo Mercuriali Un cacciatore - Paolo Washington Orchestra and chorus - RAI Milano Conductor - Nino Sanzogno Compact Cassette: Charles Handelman - Live Opera 07558 CD: The Opera Lovers GUG 195401 {3CDRS} (2008); Myto MCD 00162 {2CDS} (2008); Bongiovanni 1219-2 (excerpts) Guglielmo Tell (Rossini) - LI Bologna 1954 Guglielmo Tell - Giuseppe Taddei Arnoldo Melchtal - Mario Filippeschi Gualtiero Furst - Ivo Vinco Melchthal - Ivan Sardi Jemmy - Yeda Valtriani Edwige - Rina Corsi Un pescatore - Antonio Pirino Gessler - Ferruccio Mazzoli Matilde - Gabriella Tucci Orchestra and chorus - Teatro Comunale di Bologna Conductor - Francesco Molinari-Pradelli CD: Bongiovanni HOC 050/51 {2CDS} (2007); Bongiovanni 1089-2 (excerpts) I vespri siciliani (Verdi) - LI Napoli 16 December 1955 Guido di Monforte - Giangiacomo Guelfi Il sire di Bethume - Iginio Riccò Il conte Vaudemont - Aldo Terrosi Arrigo - Mario Filippeschi Giovanni da Procida - Giulio Neri La duchessa Elena - Anna Di Cavalieri Danieli - Piero De Palma Orchestra and chorus - Teatro San Carlo di Napoli Conductor - Tullio Serafin CD: Bongiovanni GB HOC 025/26-2 {2CDS} (2005); Bongiovanni 1089-2 (excerpts) Aida (Verdi) - LI Napoli, Arena Flegrea 15 July 1956 Aida - Anna Maria Rovere Radames - Mario Filippeschi Amneris - Ebe Stignani Amonasro - Robert McFerrin Ramphis - Carlo Cava Un messaggero - Piero De Palma Orchestra and chorus - Teatro San Carlo di Napoli Conductor - Vincenzo Bellezza CD: Bongiovanni GAO 130 (excerpts) {1CD}; House of Opera CDWW 941 {2CDRS} (2003) Rigoletto (Verdi) - LI Caracas 7 November 1956 Rigoletto - Aldo Protti Gilda - Gianna D'Angelo Duca di Mantova - Mario Filippeschi Sparafucile - Alfredo Colella Maddalena - Anna Maria Tassi Orchestra and chorus - Orquesta Municipal de Caracas Conductor - Rios Reyna CD: Great Opera Performances G.O.P. 66.380 {2CDS} (2007); Bongiovanni BG 1084-2 (excerpts) I vespri siciliani (Verdi) - LI Palermo 18 January 1957 Guido di Monforte - Giuseppe Taddei Il sire di Bethume - Franco Ventriglia Il conte Vaudemont - Giorgio Tadeo Arrigo - Mario Filippeschi Giovanni da Procida - Bernard Ladysz La duchessa Elena - Antonietta Stella Ninetta - Clara Betner Danieli - Sergio Tedesco Tebaldo - Vito Tatone Roberto - Ferruccio Mazzoli Manfredo - Vittorio Pandano Orchestra and chorus - Teatro Massimo di Palermo Conductor - Tullio Serafin LP: Historical Recording Enterprises HRE 346 {3LPS} CD: Bongiovanni GAO 145-146 {2CDS}; Andromeda ANDRCD 5093 {2CDS} (2007) I puritani (Bellini) - LI Trieste, 2 February 1957 Elvira - Virginia Zeani Arturo Talbot - Mario Filippeschi Sir Riccardo Forth - Aldo Protti Sir Giorgio - Andrea Mongelli Sir Bruno Robertson - Raimondo Botteghelli Lord Gualtiero Valton - Vito Susca Orchestra and chorus - Teatro Verdi di Trieste Conductor - Francesco Molinari-Pradelli LP: Rococo 1006 (highlights) {1LP} CD: House of Opera CDTT 1135 {2CDRS} (2004); Bongiovanni GB 1195/6-2 {2CDS} (2006); Bongiovanni 1084-2 (excerpts) Turandot (Puccini) - LI Napoli, Arena Flegrea 27 July 1957 Turandot - Adelina Cambi Calaf - Mario Filippeschi Liu - Rosetta Noli Timur - Salvatore Catania Ping - Afro Poli Pong - Renato Ercolani Pang - Piero de Palma Orchestra and chorus - Teatro San Carlo di Napoli Conductor - Vincenzo Bellezza CD: Bongiovanni GB 1219-2 (excerpts); Bongiovanni GB 1084-2 (one excerpt) Il trovatore (Verdi) - LI Trieste November 1957 Manrico - Mario Filippeschi Azucena - Dora Minarchi Leonora - Leyla Gencer Conte di Luna - Ettore Bastianini Ferrando - Antonio Massaria Ines - Liliana Hussu Ruiz - Raimondo Botteghelli Orchestra and chorus - Teatro Verdi di Trieste Conductor - Vincenzo Bellezza CD: Bongiovanni GB 1198/9-2 (excerpts, + Lucia di Lammermoor) {2CDS} (2007) Il trovatore (Verdi) - LI Napoli 7 December 1957 Manrico - Mario Filippeschi Azucena - Fedora Barbieri Leonora - Antonietta Stella Conte di Luna - Aldo Protti Ferrando - Plinio Clabassi Orchestra and chorus - Teatro San Carlo di Napoli Conductor - Franco Capuana CD: Bongiovanni GAO 101-102 {2CDS}; Bongiovanni HOC 048/49 {2CDS} (2007); Bongiovanni 1089-2 (excerpt) Guglielmo Tell (Rossini) - LI London, Drury Lane Theatre 13 March 1958 Guglielmo Tell - Gino Bechi Arnoldo Melchtal - Mario Filippeschi Gualtiero Furst - Guerrando Rigiri Melchthal - Lorenzo Gaetani Jemmy - Odilia Rech Edwige - Clara Betner Un pescatore - Lorenzo Sabatucci Leutoldo - Augusto Frati Gessler - Gino Calò Matilde - Onelia Fineschi Rodolfo - Mario Ferrara Orchestra and chorus - Royal Philharmonic Conductor - Vincenzo Bellezza Compact Cassette: Charles Handelman - Live Opera 06935 Compact Disc: The Opera Lovers GUG 195801 {3CDRS} (2008) Note: Circulating among collectors, there is allegedly also a version recorded in Edinburgh, same year, same cast. Either the production went on a tournée – or the "Edinburgh" label is very simply a mistake.
I would like to thank Christian Torrent for providing the biography, filmography, discography and all pictures except top 6 and 7.